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Jaguar XJ220
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La Jaguar XJ 220 è una supercar nata dall'irrefrenabile passione di un'equipe di tecnici, che da metà anni 80, sotto la guida di Jim Randle, la svilupparono durante il tempo libero.
Ma sulla scia dei numerosi successi ottenuti dalla casa inglese nel Mondiale Sport Prototipi con il modello XJR-9, e con l'acquisizione da parte del colosso Ford nel 1989, l'ardito progetto del "club del sabato" ottenne l'approvazione per la costruzione di 220 esemplari, arrivati in seguito a 281. AL prototipo, in fase di sviluppo, vennero apportate essenziali modifiche; il motore 12 cilindri aspirato di 6200 cc. di cilindrata da 500 cv. usato per i test venne sostituito da un più compatto e potente 6 cilindri biturbo di 3498 cc. da 550 cv. usato in versione aspirata sull'Austin Metro 6R4 Gr.B da rally, mentre la trazione integrale inizialmente prevista venne accantonata per lasciar posto alla più semplice e leggera trazione posteriore.
Nel 1992 la supercar inglese venne finalmente messa in commercio.
La Jaguar XJ 220 aveva una linea bella ed elegante, solo l'ampio diffusore posteriore ed il cofano motore trasparente avevano una connotazione tipicamente "race".
Anche gli interni erano molto eleganti, infatti erano rifiniti in pelle Connolly, ma a ricordare il carattere decisamente sportivo della vettura ci pensava la ricca strumentazione di bordo, che comprendeva oltre ai classici indicatori, anche il manometro dell'olio, il termometro dell'olio motore, il termometro dell'olio cambio, il voltmetro e la pressione del turbo.
Tenuta di strada e stabilità erano eccezionali, ma il pilota oltre a soffrire i difetti tipici di una supersportiva, quali mancanza di visuale posteriore, surriscaldamento dell'abitacolo ad opera del motore, frizione pesante ed assetto rigido, doveva fare i conti con la mancanza del servofreno. Le prestazioni? Basterà dire che quando si schiacciava sull'acceleratore alle spalle del pilota si scatenava l'inferno, e sull'anello di Nardò l'esemplare pilotato da Martin Brundle superò i 340 km/h, ed in una seconda prova effettuata con limitatore portato da 7200 a 7900 giri/min. sfiorò i 350 km/h; questo era l'obiettivo inizialmente prefissato e che dette il nome alla strabiliante supercar inglese (220 mph = 350 km/h).

Dati tecnici:

Motore: 6 cil. a V 90 gradi , cilindrata 3498 cc., potenza 542 cv. a 7200 giri/min., coppia 65,5 kgm a 4500 giri/min., distribuzione doppio albero a camme in testa per bancata con 4 valvole per cilindro, sovralimentazione tramite 2 turbocompressori Garrett T3.
Cambio: a 5 marce in blocco con il differenziale.
Telaio: monoscocca portante in alluminio.
Sospensioni: a bracci trasversali sovrapposti con molle elicoidali e ammortizzatori telescopici (doppi al posteriore), barra antirollio .
Freni: a disco sulle 4 ruote con sistema antibloccaggio.
Pneumatici: ant. 255/45 ZR17 - post. 345/35 ZR18.
Dimensioni: lung. 4.93 m. - largh. 2.01 m. - alt. 1.15 m.
Peso: 1375 kg.
Prestazioni: velocità max. oltre 340 km/h, accelerazione 0-100 3.75 sec.



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Federico Belmessieri